domenica 27 ottobre 2013

Verso la vera Ortodossia

 

Custodisci il buon deposito con l'aiuto dello Spirito santo che abita in noi.
2 Timoteo 1, 14
Prefazione
Ortodossia, Ortodossia orientale, Ortodossia greca, Ortodossia russa, Ortodossia romena: qualunque sia il nome che le viene dato, è circondato da ignoranza, miti, invenzioni e fantasie. Forse il più grande di questi è il mito che l'Ortodossia è diversa dal cristianesimo. Cerchiamo di essere chiari fin dall'inizio: l'Ortodossia è il cristianesimo. Le due parole significano esattamente la stessa cosa. Tutto ciò che si definisce cristianesimo e non Ortodossia è qualcosa di meno del cristianesimo. E tutto ciò che si fa chiamare Ortodossia e non cristianesimo è qualcosa di meno dell'Ortodossia.
Lo potete chiamare cattolicesimo romano, anglicanesimo, protestantesimo evangelico, battismo, metodismo, pentecostalismo, tutto quello che volete. Tuttavia, se non è Ortodossia, non è cristianesimo, e se non è cristianesimo, non è Ortodossia, ma un suo adattamento riduzionista, artificiale. È vero, le parole ortodosso e cristianesimo, e ortodossi e cristiani, sono spesso messe insieme per formare 'Cristianesimo ortodosso' e 'cristiani ortodossi', ma solo in contesti in cui la gente non potrebbe altrimenti capire e si confonderebbe. Le parole Ortodossia e cristianesimo, le parole ortodosso e cristiano, significano esattamente la stessa cosa, sono sinonimi.
E' quindi curioso vedere come a volte i nuovi arrivati all'​​Ortodossia confondono l'Ortodossia con qualcosa di diverso dal cristianesimo reale, dall'Ortodossia reale, in modo da creare una falsa Ortodossia e un falso cristianesimo. La fonte di tale confusione è in un approccio non-spirituale al cristianesimo / all'Ortodossia. Questo approccio non-spirituale assume due diverse forme illusorie, create da due tipi di tentazioni. La prima tentazione è quella del corpo, frutto di un approccio fisico esterno. La seconda tentazione è quella della mente, frutto di un approccio razionalistico intellettuale. Dal momento che entrambi i tipi di tentazione sono superficiali, non sono spirituali, e quindi non portano a un modo di vita cristiano/ortodosso.
La prima tentazione
Vi è un corpo naturale, e vi è un corpo spirituale.
I Cor 15, 44
La prima tentazione di chi è nuovo alla Chiesa ortodossa (perché questo è l'unico posto dove si può confessare il cristianesimo/l'Ortodossia) è quello di confondere l'esterno con l'interno. Per esempio, abbiamo a volte visto come chi è nuovo alla Chiesa imita quello che ritiene un 'aspetto' ortodosso, una fantasia che sembra essere ottenuta dai libri. Questo può significare uomini con lunghe barbe e capelli lunghi (che disobbediscono così alle parole dell'Apostolo in 1 Cor 11,14) e donne che indossano abiti ottocenteschi e si mettono enormi veli sul capo. In tali casi, persone di entrambi i sessi possono vestirsi di nero, sfoggiare grandi croci al collo e corde da preghiera polsi, assumendo in un modo esagerato l'aspetto di monaci e monache ortodossi (che non indossano croci). A volte, possono trascorrere lunghe ore a parlare di strani cibi di digiuno e spendere per questi grandi somme. A volte, desiderano pure cambiare nomi cristiani ordinari in nomi di battesimo esotici.
In oltre trent'anni di vita ortodossa, non ho mai incontrato nessun ortodosso 'ordinario' che si comporta o si veste in questo modo. Dal momento che l'Ortodossia è semplicemente il cristianesimo, certamente non comporta acconciature o modi di vestire bizzarri. Né comporta che i non monaci facciano finta di essere monaci. E certamente l'obiettivo dell'Ortodossia non è quello di mangiare cibi strani. Lo scopo del digiuno non è di parlare dei cibi, tanto meno di mangiarli, siano questi cibi di digiuno oppure no, ma di spendere meno tempo a mangiare e parlare, e più tempo a pregare. E uno dei vantaggi del digiuno è spendendo meno soldi per il cibo e donre il denaro risparmiato per buone cause. Nella vita di tutti i giorni, 'normali' ortodossi, che potrebbero essere stati battezzati 'Dimitri', 'Theophilos', 'Haralambos' o 'Vladimir', spesso modificano il loro nome in 'Jim', Theo',' Harry 'o' Walter '. I nuovi arrivati, d'altra parte, a volte fanno il contrario, cercando di cambiare nomi come 'Antonio', 'Michele', 'Pietro' e 'Giovanni' in 'Vladimir', 'Auxentios', 'Rostislav' e 'Theologos'. Perché? Chi lo sa.
Io supplico tali nuovi arrivati ​​alla Chiesa ortodossa di passare attraverso questa fase il più rapidamente possibile, se possibile prima di essere ricevuti nella Chiesa, e di iniziare a vivere come gli altri ortodossi. Dovrebbero guardarsi intorno. Se si prendono cura di visitare chiese ortodosse ordinarie, non troveranno nessuno vestito in modo bizzarro. Non troveranno una sola donna che indossa veli giganteschi, troveranno raramente un uomo con una barba lunga (tranne che per il sacerdote, la cui barba può essere tagliata corta, come forse i suoi capelli). Non vedranno una sola persona che indossa corde da preghiera intorno ai polsi - per il semplice motivo che queste altre persone in chiesa non sono monaci o monache, ma laici sposati o singoli, che non hanno assunto obbedienze della vita monastica all'interno di un monastero o di un convento. Per quanto riguarda le croci, gli ortodossi non le indossano al di fuori dei vestiti, non le mettono in mostra; le piccole croci metalliche sono portate al collo dentro ai nostri vestiti, vicino al nostro cuore. E la gente raramente discute argomenti noiosi legati al cibo (a meno che, naturalmente, abbiano ristoranti di loro proprietà o in cui lavorano, e anche questi tendono a cambiare rapidamente argomento - chi vuole parlare di lavoro in un giorno di riposo?).
Una visione superficiale, fisica dell'Ortodossia non solo è strana, ma può anche essere spiritualmente pericolosa. Uno strano aspetto esteriore, che non è neppure un'imitazione, non riesce a capire che l'Ortodossia è semplicemente il cristianesimo, il modo di vivere cristiano. Si riduce la fede a uno spettacolo esterno e impudico. E se non si riesce a capire questo, si può, in determinate circostanze, degenerare, diventando pretenziosi, sia nel senso di fingere di essere ciò che non si è, ma anche sviluppando orgoglio. Questa presunzione può portare le persone a riferirsi a se stesse come 'schiavi di Dio' (non siamo chiamati ad essere "schiavi" di Dio ma servitori e figli di Dio). Può portare le persone a firmarsi nelle lettere con le parole 'indegno' o 'peccatore' prima dei loro nomi. Lasciate che lo facciano i monaci e le monache. Ma che il resto di noi se ne astenga: sappiamo già che siamo tutti indegni e peccatori - non ci facciamo illusioni su noi stessi. queste cose possono portare alla maldicenza e al pettegolezzo di piccoli gruppi di serra, che si riuniscono al fine di criticare gli altri.
Tale critica e aggressività verso gli altri provengono dall'insicurezza. Non a caso, coloro che entrano nella Chiesa ortodossa e pensano che l'Ortodossia sia un'imitazione di fantasia di presunti elementi esterni, che in realtà non esistono in nessuna parrocchia ortodossa, non dureranno a lungo nella Chiesa, proprio perché sono insicuri. Essi di solito trovano che la Chiesa 'non è sufficiente' per loro, che sono sulla buona strada per cadere completamente. Il complesso del convertito, il morbo del neofita, è in realtà radicato nella superbia, nel desiderio di essere 'migliore' di chiunque altro. La cosa curiosa è che quando queste persone si allontanano dalla Chiesa, raramente incolpano se stesse, ma sempre 'la Chiesa', che 'non è sufficiente' per loro.
Il miglior modo per evitare questa tentazione è quello di iniziare a guardare gli altri ortodossi, persone che sono state ortodosse per decenni e generazioni, e accettare l'obbedienza. Ho conosciuto un giovane che si è presentato in una chiesa ortodossa con i capelli lunghi e la barba lunga, vestito in abiti neri, e ha chiesto al sacerdote se poteva diventare ortodosso. Quando il sacerdote gli disse che la prima cosa che doveva fare era farsi un taglio di capelli e di barba e vestirsi normalmente, il giovane si è ribellato e se ne è andato. Il suo rifiuto di accettare una piccola dose di umiltà e obbedienza significava che non era diventato ortodosso, e in più di un senso. La malattia spirituale dei neofiti che imitano le cose esterne è da superare il più rapidamente possibile. Dopo alcuni mesi di frequentazione di una chiesa ortodossa, è il momento di diventare ortodosso. E tempo di lasciare gli antipasto e di venire al piatto principale, di entrare nell'arena, perché solo questo porterà al nostro 'dolce' - la salvezza. Tuttavia, vi è ancora un altro tipo di tentazione da superare prima di poter passare al piatto principale.
La seconda tentazione
la scienza gonfia, mentre la carità edifica. Se alcuno crede di sapere qualche cosa, non ha ancora imparato come bisogna sapere.
I Cor 8,1-2
Per i nuovi arrivati nella Chiesa che sono di matrice più intellettuale, vi è un altra, e forse ancora più grande, tentazione. E' quella di trasformare l'Ortodossia/il cristianesimo in un mero insieme di idee, di studi, un culto libresco. In realtà, l'Ortodossia/il cristianesimo non è un'idea, è un modo di vivere, è la fede vissuta. Guardate gli altri ortodossi; non leggono necessariamente montagne di libri e tuttavia hanno una fede più forte di quella di molti professori universitari. Conosco ortodossi anziani che non hanno mai letto la Bibbia in vita loro, eppure quando parlano, parlano la Bibbia. Come è possibile? E' semplicemente perché tutte le loro vite sono passate in chiesa, sono stati immersi in uno stile di vita impregnato delle Scritture viventi. Essi non leggono la Bibbia, perché, cosa molto più importante, la vivono.
La mentalità intellettuale spesso degenera in mero razionalismo. Quello che ci serve, dicono, è una nuova forma di Ortodossia, una versione migliore, riformata. In altre parole, come la gente del mondo, vogliono inventare la propria religione, riducendo l'Ortodossia/il cristianesimo alle dimensioni della loro ragione. Vogliono ridurre l'eterna e infinita realtà spirituale alle dimensioni pulite e minuscole delle loro limitate menti create, piuttosto che accettare umilmente una goccia della grandezza infinita della grazia di Dio, ben oltre la ragione umana e il condizionamento sociale. Questo spirito di razionalismo non viene dalla Chiesa; se lo portano con loro dal di fuori, come tante valigie delle vacanze, piene di vestiti non necessari.
Poi, iniziano le pretese. Prima di tutto, ci sono quelli che esigono che le preghiere segrete e il canone eucaristico siano dette ad alta voce durante la Divina Liturgia. A quanto pare, la salvezza è possibile per loro solo se si fa così, perché, come si dice, 'tutti devono capire'. Ma non siamo venuti in chiesa per capire ciò che comunque non può essere compreso, siamo venuti a pregare, a purificare i nostri cuori. Solo quando i nostri cuori saranno purificati la nostra mente comincierà a essere illuminata e così a capire. L'illuminazione spirituale, la vera educazione, inizia nel cuore e poi si diffonde nella mente, e non il contrario. La mente infatti è solo uno strumento, mentre senza cuore soffriamo la morte sia fisica che spirituale.
Tuttavia, questo non è accettabile per coloro che pensano che la mente umana fiera e peccatrice possa capire tutto. La loro prossima pretesa potrebbe essere la rimozione dell'iconostasi dalla loro chiesa locale. Naturalmente, non hanno il concetto del sacro, o dei sacrifici che le generazioni precedenti hanno fatto per erigere l'iconostasi nella loro chiesa. Poi, naturalmente, il calendario deve essere cambiato, in modo che 'possiamo essere come tutti gli altri'. Sconosciute sono le Scritture, le quali dicono che non siamo come tutti gli altri, che noi cristiani siamo una razza a parte: Ma voi siete stirpe eletta, regale sacerdozio, nazione santa, popolo particolare (I Pietro 2,9).
E dopo? Beh, certo, dobbiamo sbarazzarci di tutte queste strane e irrazionali abitudini 'anti-femministe', che le donne si coprano il capo con modestia in chiesa (in obbedienza alle parole dell'Apostolo in 1 Cor 11,5), che le donne non ricevano la comunione durante le mestruazioni, che le madri non vadano in chiesa per quaranta giorni dopo il parto (in quanto sia le mestruazioni che il parto sono conseguenze involontarie della Caduta). Una volta che hanno eliminato tutte le precedenti 'abitudini', poi, naturalmente, perché non fare diaconi e preti donne 'come tutti gli altri'? E a proposito di tutti gli altri, dobbiamo seguire 'ecumenismo' e intercomunione. Anzi, perché non distruggere completamente la Chiesa e ricominciare tutto da capo? Che peccato che lo Spirito Santo si sia sbagliato per tutti questi 2000 anni, quando solo loro avevano ragione. Chiaramente, sono il dono di Dio all'umanità.
Questa è la logica del razionalista. Questo è l'ostacolo a raggiungere il piatto di portata principale del pasto, a raggiungere ciò che è al di sopra della ragione, il sovra-razionale. Tale razionalismo è frutto di orgoglio e di auto-adulazione. L'orgoglio può essere visto nel desiderio del razionalista di evitare confessione (uno dei tratti distintivi dell'approccio razionalista) e poi di fare la comunione a ogni singola Liturgia. Tuttavia, rifiutare la confessione, nelle parole dell'evangelista Giovanni il Teologo, è auto-inganno, perché non c'è uomo senza peccato e tutti abbiamo bisogno di confessione (I Giovanni 1,8-10). E la comunione senza confessione porterà solo alla malattia descritta dall'apostolo Paolo in 1 Cor 11,29. L'approccio razionalista, anti-mistico alla vita della Chiesa è infatti la ​​più veloce via d'uscita dalla Chiesa, perché nega l'essenza della Chiesa, che è il mistero. Purtroppo, ci sono persone che hanno preso questa via d'uscita.
Postfazione
Il fine di questo richiamo è la carità, che sgorga da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede sincera. Proprio deviando da questa linea, alcuni si sono volti a fatue verbosità.
I Timoteo 1, 5-6
Diversi anni fa mi ricordo di aver sentito un aneddoto su un'anziana donna russa che commentava il comportamento di un giovane zelante convertito: 'Lui è certamente ortodosso', diceva, 'ma è cristiano?' Voleva dire che questi osservava tutti gli aspetti esterni, infatti li osservava a esclusione di tutto il resto, e, di conseguenza, non osservava nessuna delle parti interne. Nelle parole di un proverbio, 'non riusciva a vedere il bosco a causa degli alberi'. Nelle parole dell'Apostolo, soffriva di 'zelo senza conoscenza'. Esteriormente era ortodosso, ma dentro tendeva ad assomigliare a un lupo rapace. In ogni caso, non viveva uno stile di vita cristiano/ortodosso. Il suo zelo era senza esperienza.
Si deve concludere che coloro che sono nuovi nella Chiesa hanno bisogno prima di tutto di di seguire l'esempio degli altri intorno a loro, che non hanno mai conosciuto altro che l'Ortodossia/il cristianesimo. Da qui il pericolo di parrocchie in cui, purtroppo, ci sono solo nuovi arrivati ​​nella Chiesa. Possono diventare ghetti malsani. Purtroppo, ho conosciuto persone che non sono mai cresciute oltre il loro periodo di neofiti e sono rimasti per tutta la vita 'convertiti', descrivendo anche se stessi come tali (perché questo è ciò che sentono di essere). Questo è perché non sono mai passati dagli antipasti al piatto principale, non sono mai stati nell'arena. Come arriveranno mai al 'dolce'?
La nostra sintesi di 'Verso la vera Ortodossia' è di sette parole: siate umili, siate semplici e siate modesti. Questo non è forse il messaggio dei Vangeli? Perché complicare la vita cristiana/ortodossa? Siate umili, siate semplici e siate modesti. Questo è tutto quel che c'è da fare.

Arciprete Andrew Phillips
Testo tradoto in lingua italiana postato nel sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca san Massimo di Torino

 

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